PRIMO CHAKRA: prenditi cura delle tue radici

Ti senti radicatə o sempre un pò sospesə? Il primo chakra racconta proprio questo. Chiudi gli occhi, respira e immagina di essere un albero 🌳

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PRIMO CHAKRA: prenditi cura delle tue radici

Prenditi qualche secondo per osservare questa carta. E prima di iniziare a parlarti dell'argomento di oggi, ti faccio una domanda, a te che stai leggendo:

Chi sei tu?

Perché ti faccio questa domanda? Perché io stessa che la pongo, se non so chi sono, non saprò mai dove stare.

Né nelle relazioni.
Né nella vita di tutti i giorni.
Né dentro di me.

Oggi sono qui perché insieme a te voglio lavorare sul primo chakra, il centro energetico dell'identità, delle radici familiari, del nutrimento e della stabilità.

Parto invitandoti a osservare questa carta, tratta dal mazzo L'oracolo dei cristalli e dei 7 chakra della casa editrice Vivida, illustrato da Alessandra De Cristofaro e curato da Luca Apicella.

Oggi la leggerò per te più o meno come farei in una lettura energetica su tre livelli, che andranno a spiegare cos'è il primo chakra e su quali archetipi si basa.

Prima però voglio mostrarti visivamente cos'è il primo chakra e raccontartelo.

IL CHAKRA DELLA RADICE

Alla scoperta di Muladhara

I chakra sono porte energetiche o ruote da cui l'energia può entrare o uscire. I principali sono sette e si trovano a partire dal basso fino ad arrivare alla testa. Il primo chakra si chiama Muladhara, in sanscrito, e significa proprio radice. Questo ci dà già un'idea di dove fisicamente possiamo trovarlo.

Immagina adesso di essere un albero e, in quanto tale, sai che i tuoi piedi possono essere delle radici, perché ti sostengono e ti radicano bene a terra.

Il chakra della radice è associato ai piedi, alle gambe e alla spina dorsale. È localizzato alla base della colonna vertebrale e nel perineo. Queste sono alcune nozioni sul lato fisico del primo chakra. In realtà c'è tutto un discorso energetico e psicologico che ci permette di capire cos'è e come attivarlo e lavorarci.

Quando Muladhara è in equilibrio

Quando il primo chakra è in equilibrio sappiamo chi siamo, siamo radicati nel qui e ora e non lasciamo che la paura governi tutto, perché ci sentiamo fiduciosi nei confronti della vita.

Nel suo libro Il libro dei chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia, Anodea Judith cita Ernest Holmes, fondatore della filosofia della Scienza della Mente, il quale riteneva che paura e fede possiedano le stesse qualità. Avere paura significa credere che possa accadere qualcosa di terribile, mentre avere fede significa credere che possa accadere qualcosa di bello.

Se riusciamo a concentrarci sulla fede anziché sulla paura, potremmo essere sulla strada giusta per guarire il chakra della radice.

Quando Muladhara è in squilibrio

Quando il primo chakra è in squilibrio, invece, è la paura a governarci. E allora dobbiamo indagare, come per ogni emozione, cosa ci sia dietro quella paura.

La paura è un sentimento ancestrale. È quell'emozione che si attivava quando i nostri antenati uscivano dalle caverne e stavano all'erta, perché da un momento all'altro potevano essere assaliti da animali.

VIAGGIO DAL BUIO ALLA VITA

Per me il viaggio verso il primo chakra può essere letto anche attraverso tre colori: il nero, il marrone e il rosso.

Il primo è il nero.
Il nero è contenimento, ascolto, profondità, madre, nutrimento, inconscio.

È da lì che veniamo.

Non esiste radice senza buio.

Per me nessun cammino spirituale vero parte solo dalla luce. Parte anche da ciò che evitiamo, da ciò che non vogliamo vedere, da ciò che chiede di essere attraversato.

Per questo credo profondamente in un concetto: il lavoro energetico senza coscienza rischia di essere incompleto.

Il lavoro con i cristalli, i colori e i chakra non sostituisce la coscienza.

La accompagna.

Nessun cristallo può fare il lavoro al posto tuo.

Il nero ci ricorda anche questo: che nel grembo materno è esistito uno spazio che ci ha contenuto, protetto, nutrito.

Poi arriva il marrone, il colore della terra.

Il marrone è concretezza, responsabilità, stabilità. È il tronco dell'albero: ciò che regge, ciò che sostiene, ciò che tiene insieme.

Se le radici sono fragili, il tronco crolla.
Se le radici sono profonde, il tronco diventa solido.

E per me il primo chakra è anche questo: radici forti, identità forte.

Solo alla fine arriva il rosso.

Il rosso è sangue, passione, fuoco, energia vitale, movimento.

È la spinta ad agire. È ciò che ti fa desiderare. È vita.

Senza buio non c'è coscienza.
Senza terra non c'è struttura.
Senza struttura il rosso brucia, ma non illumina.

Sul legame tra questi colori e il primo chakra tornerò meglio in un contenuto a parte, perché meritano uno spazio tutto loro.

LIVELLO 1: IL LEONE

La forza che arriva dal passato

Guardando la carta del mazzo che di solito uso per fare le mie letture, sullo sfondo, come puoi vedere, c'è un leone.

Si trova proprio come terzo elemento. Prima vediamo il fuoco in primo piano, poi la persona con la lancia, poi da ultimo il leone. In realtà non sappiamo capire se sia la prima figura da guardare o la terza.

Ma sicuramente la cosa che colpisce a vista d'occhio è la sua imponenza. La sua maestosità. La sua sicurezza.

E per parlare del leone in questa carta ho dovuto riflettere sul suo significato.

Cos'è il leone?

Re della savana, che ritroviamo anche nello zodiaco, è simbolo di sovranità, di forza.

La ritroviamo proprio nella carta dei tarocchi che si chiama La Forza.

Il leone che appare in questa carta però è una forza antica.

È una forza che viene prima di noi, infatti è l'elemento che sta più indietro di tutti nella carta. È qualcosa che, se la guardi, ti invita a guardarla in faccia perché ti sovrasta. Se non lo fai continua a guardarti e prima o poi ti mette nella condizione di guardarla.

È come se ci dicesse: la nostra forza non nasce oggi.

Arriva da chi siamo stati, da ciò che abbiamo dimenticato e ci chiede di essere guardata.

Guarda la carta di nuovo: vedi questo leone com'è grande, com'è possente e deciso nello sguardo.

Mufasa dice a Simba in una scena indimenticabile de Il Re Leone:

RICORDATI CHI SEI

Vaiana in una bellissima scena di Oceania 2 tocca Motufetu. E lì è come se toccasse il punto più profondo di se stessa e ne facesse casa, ne facesse forza.

Tutti concetti su cui si costruisce il primo chakra.

Il primo chakra è radice.

È:

  • da dove vieni
  • cosa hai vissuto
  • come sei diventata ciò che sei oggi
  • cosa ti nutre: sentimenti, relazioni, ambienti, atteggiamenti

Se vuoi puoi proprio segnarti queste domande e poi con calma scriverti la risposta.

LIVELLO 2 - IL GUERRIERO RADICATO

Confini e sicurezza

Davanti al leone, in un secondo livello, c'è una figura seduta.

Sembrerebbe un guerriero.

Ha la lancia conficcata in terra.

Questo è il corpo che dice:

IO SONO QUI. QUESTO È IL MIO SPAZIO.

Ecco che il primo chakra ci parla di confini.

Quando il primo chakra è ferito noi:

  • non sappiamo dire di no
  • non sappiamo restare
  • non sappiamo proteggerci
  • non sappiamo prenderci le nostre responsabilità.

La posizione del corpo in questa carta non è casuale.

È una postura di presenza.

È stabile.

È incarnata.

Livello 3 - IL FUOCO

La spinta a vivere

Davanti, in primo pianoforte, c'è il fuoco.

E il fuoco rappresenta la fiamma della vita.

È quello che ti fa alzare dal letto la mattina.

Quello che ti fa dire: "NON POSSO RESTARE QUI."

E quando la fiamma del primo chakra è spenta, non c'è passione.

Non c'è vita.

Potremmo avere problemi sessuali, disappetenza, disturbi alimentari.

Il fuoco è energia. È la passione per un progetto.

Ed è tua responsabilità proteggerlo.

I CRISTALLI

del primo chakra

I cristalli del primo chakra non sono belli in modo canonico: sono densi.

Le problematiche associate al primo chakra possono essere tante: rabbia, paura, confusione mentale, volatilità, scarsa energia, ferita dell'abbandono.

Qui ne cito solo alcuni. Li approfondirò meglio a parte, nel prossimo capitolo.

LEGNO FOSSILE
Stabile e terreno, l'energia marrone del legno fossile è legata alle radici di un albero. È chiamato anche legno silicizzato.

TORMALINA NERA
Meglio nella sua forma, grezza. È altamente radicante e protettiva.

SEPTARIA
Va usata con consapevolezza. Aiuta a riempire i vuoti andando nella giusta direzione.

OSSIDIANA NERA
Vetro vulcanico, agisce sulle paure, come tutte le ossidiane.

DIASPRO ROSSO
Il cristallo della vitalità. È energizzante.

Il primo chakra parla di radici, stabilità e identità. E ogni volta che perdi il centro, è da lì che puoi tornare.

Per me lavorare su questo chakra significa imparare a stare, a sentirmi, a riconoscere ciò che mi sostiene davvero.

Se vuoi seguirmi anche altrove, scrivo sul forum di Vivida e mi trovi su Instagram e TikTok, dove parlo di cristalli, colori e chakra sulla pagina de "L'arcobaleno dei cristalli".